Alienata


Mi dicevano che stare da soli era da sfigati, da depressi. Così m'infilai in mezzo a loro ed ascoltavo i loro discorsi, fatti di vuoto cosmico e fumo. Mi sentivo un'aliena ( o alienata?) ma pur di omologarmi alla massa continuavo a farmi del male. lo so cosa pensavano di me, che ero strana ma simpatica, come se fossi un oggetto da definire o una pazza da deridere. Fra quelli che frequentavo c’era chi si faceva di eroina e lo notavi subito dai movimenti allentati ma anche da come biascicavano le parole, poi, c’era chi sniffava cocaina, droga considerata di lusso visto che ne facevano uso le persone considerate vip. Pure io sniffavo coccoina ma solo perché mi inebriava quell’odore di colla a base di mandorla e altre robe, poi ho smesso. Stanca di essere normale mi isolai nuovamente. Il mio mondo era fatto di poche e semplici cose: libri, poesia, musica e amore. A loro piaceva la discoteca ma io preferivo la musica jazz, cosa c'era di sbagliato in me? Perché non ero come loro? E perché, malgrado siano passati tantissimi anni da allora, continuo a sentirmi fuori tempo e luogo?

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